Il corso di trading definitivo
Ho iniziato a fare trading con l’entusiasmo di chi pensa che, con il giusto strumento, tutto diventi finalmente chiaro. Negli anni ho provato praticamente ogni piattaforma in circolazione, testato indicatori di ogni tipo, studiato sistemi automatici, strategie discrezionali, price action, volumi, cicli, algoritmi. A un certo punto non mi bastava più usare ciò che trovavo: ho iniziato a sviluppare indicatori miei, a scrivere logiche personalizzate, persino a ingaggiare sviluppatori per trasformare le mie idee in strumenti operativi.
Alcuni sistemi hanno funzionato. Per un po’. Poi, puntualmente, smettevano di farlo. Bastava che cambiassero le condizioni di mercato, che la volatilità si trasformasse, che il contesto macro mutasse, e ciò che prima sembrava solido iniziava a perdere efficacia. Mi sono reso conto che ero diventato più un ricercatore che un trader: sempre immerso in uno studio continuo, in una ricerca senza fine del “santo graal”, ma senza mai arrivare a una vera stabilità operativa. Eppure continuavo a fare sempre la stessa cosa: cercare l’ennesimo indicatore, l’ennesimo sistema, l’ennesima ottimizzazione. Finché ho capito che, se volevo risultati diversi, dovevo smettere di agire allo stesso modo.
Un giorno ho deciso di fare qualcosa che avevo rimandato per mesi: rispondere semplicemente a una mail che ricevevo da tempo e che avevo sempre ignorato. Così mi sono iscritto a un webinar in cui veniva presentato un approccio al trading completamente diverso da tutto ciò che avevo visto fino ad allora.
Premetto di esser sempre stato scettico verso chi vende corsi in questo ambito. Pensavo: “Se uno è davvero bravo a fare trading, perché dovrebbe insegnarlo? Non gli basta guadagnare dal mercato?”.
Era una convinzione radicata.
Poi ho conosciuto Guido Albi Marini.
Fin dal primo momento mi ha colpito. Forse anche per quel lato un po’ “scugnizzo” – nel senso più bello del termine – che ho riconosciuto subito in lui, e che, da partenopeo, sento anche mio. Ma soprattutto mi ha colpito la sostanza. Ho potuto toccare con mano ciò che spiegava. Non solo funzionava: era replicabile! Ho applicato ciò che insegnava e ho ottenuto risultati concreti.
E lì ho dovuto rivedere le mie convinzioni. Ho visto la passione con cui cerca di trasferire agli altri ciò che ha costruito in anni di esperienza. Si percepisce chiaramente che la sua vera gratificazione non è chiudere un buon trade, ma vedere un allievo diventare profittevole. Lo capisci da come si entusiasma per i risultati degli altri, da come insiste finché anche il concetto più ostico – magari per chi arriva da tutt’altro percorso di studi – diventi chiaro, assimilato, fatto proprio.
Poi ho conosciuto lo staff, fatto di persone splendide, e infine la community degli studenti. Un ambiente dove non esiste competizione sterile, ma confronto costruttivo. Dove ciascuno sostiene l’altro. Dove si cresce insieme.
Per la prima volta non mi sono sentito un ricercatore solitario in una battaglia infinita contro il mercato, ma parte di un percorso strutturato, concreto, umano.
E oggi posso dire che il vero cambiamento non è stato trovare l’ennesimo strumento. È stato cambiare approccio. E, soprattutto, grazie agli insegnamenti di Guido, cambiare mentalità.








